Quanto leggere?

di Luigi Cantone
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Quanto leggere? Questa è una di quelle domande in cui tutti noi lettori (o aspiranti tali) prima o poi incappiamo. È una domanda talmente frequente che in giro è possibile trovare risposte davvero per tutti i gusti.

Facendo un rapido giro sul web, infatti, è possibile trovare di tutto, da studi scientifici con fondamenta più o meno solide, a storie pazzesche di super geni che leggono centinaia di libri all’anno, facendo sentire noi che stiamo dall’altra parte dello schermo lontani anni luce da quello che dovrebbe essere “il vero lettore illuminato”.

Come se questo non bastasse, capita spesso di trovarsi di fronte ad alcune affermazioni che creano una sorta di competizione internazionale del libro nonché una devastante confusione su cosa sia meglio fare per leggere al meglio.

Sono sicuro che anche tu ti sarai imbattuto in affermazioni che dicono più o meno questo:

  • devi leggere almeno 52 libri all’anno altrimenti non sei nessuno.
  • solo leggendo la lista di X libri consigliati da questo superguru potrai veramente svoltare vita.
  • se non hai letto questi 100 libri non puoi definirti un vero lettore.

Umorismo a parte, è davvero molto facile imbattersi in frasi di questo tipo che non danno una vera risposta alla domanda originale, ovvero quanto leggere, ma al contrario ci impongono una sorta di gold standard, una soglia che una volta superata ci darà il diritto di definirci Lettori con la L maiuscola.

Io personalmente ho sempre mal digerito questo tipo di affermazioni e, per tentare di rispondere alla domanda iniziale, ho optato per un approccio diverso. Ho preferito infatti rispondere alla domanda “Quanto leggere?” con un’altra domanda.

Perché leggi?

Quando si tratta di lettura è importante comprendere qual è il motivo che ci spinge a compiere l’atto di leggere. Detto in altre parole, qual è l’obiettivo che sta dietro a questa azione. Conoscere il proprio perché è fondamentale in quanto questo ci permette di comprendere in che modo è meglio approcciarci alla lettura di un testo.

Quando io mi posi questa semplice domanda, trovai due risposte:

  • leggo per intrattenermi;
  • leggo per apprendere.

Questa è una distinzione semplicissima, frutto di un ragionamento durato non più di qualche attimo, eppure il solo aver messo nero su bianco questi motivi mi fece capire che stavo sbagliando tutto nel mio modo di leggere.

Leggere per intrattenersi

Quando vogliamo intrattenerci leggendo, significa che siamo alla ricerca di una storia che ci catturi, che ci trasporti all’interno di essa e che ci permetta di sentirci in qualche modo vicini ai personaggi, di identificarci con loro.

L’obiettivo qui è trascorrere piacevolmente il nostro tempo libero leggendo una bella storia.

Guardando alla lettura in questo modo, quindi, più che domandarci quanto leggere dovremmo chiederci cosa leggere. Sono infatti le storie che ci catturano di più quelle che ci fanno dimenticare il tempo che scorre e dobbiamo quindi tentare di comprendere come mai questo avviene solo con alcuni racconti mentre altri ci annoiano fin da subito.

Chiediamoci quali sono quegli elementi che più di tutti ci rapiscono di una storia e ricerchiamoli.

Ricordo come se fosse ieri quando da ragazzino mi avvicinai timidamente al primo libro della saga di Harry Potter. Io che fino a quel momento mi dicevo di odiare i libri e che sistematicamente rifiutavo di leggere tutto quello che le maestre a scuola consigliavano fui letteralmente rapito dalla storia di questo piccolo maghetto. Lessi quelle poche centinaia di pagine tutto d’un fiato e le rilessi almeno altre due volte prima che uscisse il seguito.

Da quel momento in avanti andai ricercando gli elementi che mi erano piaciuti di Harry Potter in altri libri e fu così che pian piano iniziai a collezionare decine e decine di libri, creando non pochi problemi di spazio nella mia piccola cameretta.

Ad oggi quella prima ricerca mi ha portato ad apprezzare moltissimi titoli di generi letterari differenti, eppure l’obiettivo non è cambiato. Voglio trascorrere piacevolmente il mio tempo libero leggendo una bella storia.

A proposito di storie:

  • Non fossilizzarti su un genere, tenta anche l’ignoto. Potresti sorprenderti.
  • Non avere timore di abbandonare un libro a metà.

Leggere per apprendere

Come facilmente intuibile dal titolo di questo paragrafo, qui l’obiettivo è leggere per imparare qualcosa.

Che si tratti di voler migliorare la nostra gestione del tempo, di voler apprendere una nuova abilità o una nuova lingua, questo tipo di letture va decisamente trattato in modo diverso rispetto a quanto visto fino a qui.

Anche in questo caso domandarsi quanto leggere potrebbe essere una domanda poco appropriata. Certo anche la quantità di informazioni relative ad un argomento ha una certa importanza, ma personalmente ritengo che ne abbia molta di più la qualità del contenuto (e le sue fonti). Inoltre, in questo caso la domanda principe potrebbe essere “che cosa voglio imparare di preciso?”

È rispondendo a questo quesito che possiamo iniziare ad eliminare tutte quelle fonti di rumore che ci allontanano da quel che realmente vogliamo apprendere e possiamo, di conseguenza, focalizzarci su ciò che è di nostro interesse.

Ma che fare quindi una volta capito cosa vogliamo imparare?

Be’, diciamo che pescare un libro dal mucchio potrebbe non essere la soluzione migliore. Diciamo anche che viviamo in un’epoca che abbonda di contenuti e prima di arrivare al libro potrebbe essere preferibile percorrere altre strade.

Si, lo so, è un articolo sulla lettura ed io ti sto dicendo che forse potrebbe non essere necessario leggere. Prima di cambiare pagina però prova a darmi una possibilità ed a leggere quel che ho da dire.

Nella mia decisamente modesta carriera da lettore mi è capitato spesso, quando volevo apprendere qualcosa, di ritrovami tra le mani libri sull’argomento che:

  • Mi annoiavano.
  • Portavo a termine solo perché non avevo il coraggio di metterli via (vedi paragrafo precedente).
  • Una volta finiti non ricordavo nulla di quel che avevo letto.

Dopo qualche anno, complice anche il fatto di vivere nell’era digitale, ho deciso di cambiare approccio.

Ad oggi, infatti, una volta risposto alla domanda “che cosa voglio imparare di preciso?”, inizio a fare delle ricerche sul web. Cerco articoli, video, podcast, Google Talks e conferenze TED che trattano l’argomento ed inizio a farmi un’idea ben precisa rispetto a quello che sto cercando, a chi ne parla e come ne parla.

Strano ma vero, durante questa fase sto già apprendendo, sono una vera e propria spugna assetata di sapere.

È solo da questo momento in avanti, in base a quello che ho trovato, che scelgo consapevolmente ciò che voglio approfondire. Se un autore ha detto qualcosa che mi ha particolarmente stuzzicato, ricerco altri suoi contenuti ed è a questo punto che verifico se esistono suoi libri da leggere e prendo in considerazione l’acquisto.

Insomma, cerco di arrivare davanti al libro con le idee quanto più chiare possibili riguardo a ciò che desidero portarmi a casa e mentre leggo cerco di fare 3 cose:

  1. Ricercare i concetti chiave;
  2. Mettere in pratica fin da subito quel che leggo;
  3. Cercare di spiegare quel che sto leggendo ad altre persone.

Così facendo forse in un anno non avrò letto 52 libri, ma sicuramente avrò appreso e messo in pratica concetti che resteranno con me decisamente a lungo.

Concludendo

Come ormai avrai capito, ritengo che in un’epoca in cui siamo bombardati da contenuti sia importante scegliere consapevolmente a cosa dedicare attenzione e con quale tipo di obiettivo in mente ci approcciamo a questi (intrattenersi o apprendere).

Infatti, leggere 100 libri di crescita personale con l’obiettivo di intrattenersi rischia di farci perdere solo molto tempo prezioso e, viceversa, leggere 100 libri di narrativa cercando di analizzare ogni singola frase ci porterà presto alla noia ed alla frustrazione.

Il libro è un media che va goduto consapevolmente, ben vengano i consigli e le liste da cui trarre ispirazione, ma questi devono essere presi per quello che sono, ovvero consigli e non dogmi.

A presto,

Luigi

Photo by Mikołaj on Unsplash

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