Procrastinare: perché lo facciamo e come possiamo smettere

di Luigi Cantone
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In questo articolo scopriremo assieme quali sono i motivi che ci portano a procrastinare attività che sappiamo essere importanti e cosa possiamo fare per rimetterci subito in azione.

Non rimandare a domani quello che potresti fare oggi.

Benjamin Franklin

Ti capita spesso di rimandare i tuoi impegni? Di ritrovarti a fare tutt’altro rispetto a ciò che ti eri prefissato per il tuo lavoro, per il tuo piano di studi o per il tuo ultimo buono proposito?

Magari stai procrastinando giusto adesso qualcosa, leggendo questo articolo?

Procrastinare può essere un vero e proprio problema. Ore o addirittura intere giornate sprecate a non concludere nulla che ti avvicini di un solo passo verso i tuoi obiettivi e buoni propositi.

Eppure la procrastinazione non è solo una questione di “tempo buttato”. Il vero problema, infatti, arriva dopo.

Hai presente quando inizi a sentirti frustrato e stressato per le scadenze che si avvicinano inesorabili mentre tu sai di non essere pronto? Quando a fine giornata ti senti in colpa per non aver combinato proprio nulla di buono?

Ecco, benvenuto tra le vittime della procrastinazione.

Ma se questa tendenza a rimandare tutto a domani è cosi dannosa, perché continuiamo a metterla in atto?

Oltre 100.000 anni di procrastinazione

Se credi che la procrastinazione sia figlia dell’epoca moderna, ti sbagli di grosso. Devi sapere infatti che la rimandite ha radici ben più profonde ed antiche di quel che siamo soliti pensare.

Secondo gli scienziati, Homo Sapiens fu il primo a saper attuare una “pianificazione complessa”, che richiede di saper concepire il futuro come il risultato di una serie di azioni. Di conseguenza, invece di attaccare un mammut “alla cieca” presi dalla foga del momento (o dalla fame!), questi nostri antenati cominciarono a radunarsi in gruppo, a stabilire tattiche ed a prendere decisioni prima di agire.

Procrastinare era quindi un metodo per sfuggire a situazioni difficili e per risparmiare energie necessarie alla sopravvivenza. Rimandare era quindi un vero e proprio meccanismo di autodifesa.

Dalla preistoria ad oggi di strada ne è stata fatta e la procrastinazione si è evoluta arrivando a proteggerci da cose decisamente diverse rispetto al passato.

Tra le maggiori cause della procrastinazione oggi possiamo trovare:

  • Paura di fallire. Molti rimandano all’infinito le cose che vorrebbero fare per la semplice paura di non riuscire nei loro intenti. Questa paura può arrivare ad essere talmente forte da bloccare qualsiasi tipo di iniziativa basando tale comportamento sulla convinzione che si otterrà sicuramente un fallimento, di conseguenza è inutile tentare.
  • Paura del successo. Sono in tanti a credere di non meritare il successo e, di conseguenza, vivono con una sorta di senso di colpa qualsiasi loro riuscita. Oppure potrebbe trattarsi del timore che gli altri, in seguito ad un nostro successo, possano aspettarsi da noi sempre delle prestazioni sbalorditive. In questo modo si può arrivare a vivere le prestazioni con forte ansia e stress.
  • Paura delle responsabilità e delle conseguenze. Sapere di dover fare qualcosa che avrà sicuramente impatto sulla nostra vita o su quella degli altri ci può spaventare al punto tale da farci rinviare all’infinito quell’azione.
  • Disinteresse e mancanza di motivazione. Se odi il tuo lavoro o senti di aver sbagliato percorso di studi, non c’è tecnica di crescita personale che tenga: continuerai a procrastinare sempre e comunque i tuoi impegni. Prima di abbandonare un progetto potrebbe essere utile chiederti se è davvero ciò che volvevi fare nella tua vita o se si tratta di un momento temporaneo in cui sei a corto di motivazione.
  • Resistenza alle imposizioni. Quando ci viene ordinato di fare qualcosa che non è nei nostri interessi o che ci è stato imposto malamente, la procrastinazione è un vero e proprio atto di ribellione.

Come puoi capire, i motivi che stanno alla base della nostra rimandite possono essere molti e tutti con solide basi emotive. Fortunatamente è possibile lottare (e vincere!) contro la procrastinazione lavorando su alcuni aspetti della nostra personalità e del nostro ambiente.

Procrastinare: è possibile smettere di farlo?

Secondo Rob Moore, autore di “Start now. Get perfect later” per vincere contro la procrastinazione bisogna allenare il muscolo della decisione. Secondo Moore, infatti, più frequentemente decidiamo di agire e di fare azione, più semplice diventerà ignorare la voglia di rimandare a domani i nostri impegni.

Nel suo libro l’autore identifica anche 7 comportamenti che ci inducono a procrastinare e su cui vale la pena lavorare per vincere la lotta alla rimandite.

1.Pre-crastinare

Ti è mai capitato di provare la sensazione impellente di dover fare una cosa subito, immediatamente, qualcosa che ti distoglie da quello che stai facendo e che sai perfettamente di dover finire? Ad esempio: rispondere ad un messaggio WhatsApp mentre stai scrivendo la tua presentazione o riordinare i libri in ordine alfabetico al posto di studiare. Bene, questo si chiama pre-crastinare.

Sostanzialmente si tratta di un trucco che ci dà una buona scusa per non fare quello che sappiamo di dover fare e che ci fa vivere l’illusione di essere indaffarati.

La soluzione in questo caso è abbastanza intuitiva: devi compiere subito un primo passo, una prima azione semplice che ti metta in movimento. Non darti la possibilità di pre-crastinare. Ricordati che un corpo in movimento tende a restare in movimento, e uno fermo a restare fermo.

2.Vivere di multitasking

Come abbiamo già detto, il multitasking è una delle 6 bugie che ti impediscono di avere successo.

Credere di poter portare avanti più attività contemporaneamente è solo un’illusione. Quello che avviene in realtà è che continuiamo a saltare da un’attività all’altra, spostando continuativamente il nostro focus. Questo comportamento è nocivo perché disperde la nostra energia e ci fa perdere tempo prezioso.

Gloria Mark, nel suo “Il costo del lavoro interrotto”, quantifica questo tempo in una media di 23 minuti e 15 secondi. Se ci pensi, è tantissimo tempo.

Quando dobbiamo portare a termine un impegno, quello a cui dobbiamo invece aspirare è il cosiddetto stato di flow, ovvero quello stato in cui si è completamente immersi in ciò che si fa al punto da perdere il senso del tempo.

Un primo approccio allo stato di flow lo puoi sperimentare grazie alla famosissima tecnica del pomodoro!

Questo metodo, composto da 25 minuti di lavoro concentrato e 5 di pausa, a prima vista può apparire semplice o addirittura banale. La verità è che non sono pochi quelli che durante i loro primi pomodori vanno in cristi da astinenza da smartphone o comunque non riescono a concludere i famosi 25 minuti di focus.

3.Tendere al perfezionismo

La perfezione non esiste. Puoi sempre fare meglio e puoi sempre crescere.

Les Brown

Il perfezionismo, spesso considerato un grandissimo pregio, può essere un blocco che attiviamo per proteggerci dalla paura del fallimento. Il paradosso di questo tratto della personalità è che la spinta verso il “non è mai abbastanza”, invece di aiutarci a fare meglio, può soltanto ostacolarci o peggio, paralizzarci.

Se mi segui da un po’, saprai che sono stato un mister perfettino per anni e per questo motivo posso assicurarti che esistono momenti in cui essere dei perfezionisti può essere davvero utile, ma nella maggior parte dei casi si rivela più un limite che un vantaggio.

4.Essere costantemente occupati

Hai presente quella bellissima To Do List piena zeppa di cose da fare che ti porti sempre dietro e di cui vai estremamente fiero? Ecco, se in quella lista hai messo attività piccole o di poca importanza in relazione a ciò che sai di dover fare per raggiungere i tuoi obiettivi, sappi che stai solo sprecando tempo ed energie preziose.

Essere occupati non significa essere produttivi. Tutte le volte che stai per scrivere la tua To Do List, chiediti se quella attività è davvero importante per raggiungere il tuo scopo. Prova ad applicare il principio di Pareto alla scelta delle tue attività quotidiane e scegli di non rimandare a domani le cose importanti.

La decisione di non fare è comunque una decisione.

5.Credere al mito delle grandi decisioni

Un altro motivo per cui tendiamo a procrastinare è quello relativo alle grandi decisioni.

Spesso, infatti, siamo convinti che sia meglio attendere e rimandare un’azione perché stiamo valutando una decisione pesante, enorme.

Le decisioni però non sono grandi e singoli eventi che cambiano la nostra vita in un solo momento. Sono invece frutto di un percorso passato e sono il punto di partenza verso un cammino che richiede impegno, energia e tempo per realizzare quanto si è deciso.

Si stima che un adulto prenda circa 35mila, a malapena consapevoli, decisioni al giorno. Le grandi decisioni quindi sono costituite da molte piccole decisioni che ti hanno portato fin li.

Se decidi di rompere una relazione, non passi da amare a non amare in un secondo. Ci vogliono mesi, se non anni, di piccole domande, sensazioni, esperienze che ti portano a rompere.

Per evitare di procrastinare, cerca quindi di ridurre la taglia delle decisioni, spezzandole in decisioni più piccole. In questo modo anche se una di esse sarà sbagliata, non sarà d’intralcio al progetto globale.

6.Preoccuparsi costantemente

Prova a pensare a quante volte hai una discussione con qualcuno soltanto nella tua testa. A quante volte ti capita di immaginare gli scenari peggiori per qualcosa che ad oggi neanche esiste nella realtà.

Devi sapere che noi esseri umani siamo bravissimi ad immaginare scenari apocalittici, anzi, proprio questa abilità ci ha permesso nel corso della nostra evoluzione come specie di evitare i pericoli e di reagire velocemente in caso di crisi.

Nella società moderna i pericoli si sono però notevolmente ridotti e quindi molto spesso ci preoccupiamo inutilmente per questioni che con estrema probabilità non si verificheranno mai.

7.Avere troppa scelta e sentirsi sotto pressione

Barry Schwartz ha dimostrato nel suo libro “il paradosso della scelta: perché più è meno” che l’abbondanza tra cui scegliere crea frustrazione ed indecisione. Più cresce il numero delle cose tra le quali scegliere, più le persone si paralizzano e preferiscono non fare nulla.

Inoltre, tutta quest’abbondanza ci porta a sentirci sotto pressione e, quando la pressione aumenta, aumenta a dismisura anche la possibilità che le cose vadano male. Innescando quindi un circolo vizioso da cui diventa difficile uscire e che ci porta a procrastinare quelle azioni che sappiamo in fondo essere importanti.

Può sembrare controintuitivo, ma limitare il numero di scelte a propria disposizione aiuta a risparmiare energie e ad evitare di rimandare a domani quel che sappiamo di dover fare per raggiungere i nostri obiettivi.

Concludendo

Ricapitolando, in questo articolo abbiamo visto che:

  • procrastinare, riempire la giornata di attività da svolgere e sentirci indaffarati è un trucco che mettiamo in atto per non fare quello che sappiamo di dover fare davvero;
  • essere perfezionisti non ci porterà lontano;
  • saltare da un’attività all’altra costa molto in termini di tempo ed energia;
  • non esistono grandi decisioni;
  • preoccuparci costantemente non porta a nulla di buono;
  • avere troppa scelta o vivere sotto pressione rischia di paralizzarci.

E tu, perché continui a procrastinare? Quali sono i comportamenti che metti in atto per rimandare ciò che sai di dover fare assolutamente?

Se ti va, condividi nei commenti la tua personale metodologia di lotta alla procrastinazione!

A presto,

Luigi

Foto di copertina: Eugene Zhyvchik

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