Come affrontare il cambiamento

di Luigi Cantone
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Senza cambiamento non c’è crescita, eppure cambiare è una delle cose più difficili da fare. Nessuno ci ha mai spiegato come affrontare i cambiamenti della vita. Nessuno ce lo insegna, non lo fa la scuola, non lo fa il lavoro e non lo fanno mamma e papà. Ma che cos’è il cambiamento? E come possiamo affrontarlo efficacemente?

Solo il cambiamento è eterno, perpetuo, immortale.

Schopenhauer

Schopenhauer ci aveva visto giusto, il cambiamento è l’unica cosa immutabile. Eppure, ammettiamolo, cambiare fa paura. Che si tratti di cambiare auto, casa, partner, città, lavoro, scuola, sport o supermercato, tutto ci spaventa.

Alle volte questa emozione si presenta come una sensazione mista tra eccitazione e angoscia mentre altre volte può sfociare in veri e propri stati d’ansia che perdurano nel tempo e che ci portano a vivere con quel dannato peso sullo stomaco. Sudiamo freddo, vibriamo di terrore al sol pensiero di ciò che potrà accadere, ci blocchiamo.

Eppure molto spesso sappiamo che cambiare potrebbe regalarci sorprese, farci stare meglio nel lungo periodo. Li per lì però è tutto più difficile.

Magari sta per arrivare un figlio e allora ci spaventa come cambieranno le nostre giornate, la nostra vita e le nostre priorità. Forse hai ricevuto quella proposta di lavoro che sognavi da tanto, ma devi trasferirti e quindi… Magari devi dire addio ad una parte di te, evolverti verso qualcosa di nuovo, ma cavolo se è difficile.

Infinite sono le cose che possono cambiare nel corso di una sola esistenza e tentare di prevederle tutte sarebbe impossibile, oltre che totalmente inutile. Non possiamo infatti resiste ai mutamenti della vita. Tutto cambia e continuerà a cambiare.

Ma come possiamo affrontare il cambiamento con serenità? Esiste qualche tecnica o formula che può aiutarci durante questo processo infinito?

Se lo conosci… gli vai incontro

Secondo Wikipedia Il cambiamento è un processo di trasformazione: qualcosa che fino ad oggi era fatto in un modo inizia a mutare fino a diventare qualcosa di diverso.

Fin qui nulla di troppo complicato, giusto?

Eppure abbiamo appena detto che praticamente tutti noi (si esatto non sei il solo ad avere un problema con i cambiamenti) ci scontriamo con la paura ed il disagio che cambiare si porta dietro. Sarà forse che c’è qualcosa di più da comprendere oltre alla semplice definizione da dizionario?

Secondo due ricercatori americani (Don Kelley e Daryl Conner) che negli anni ‘70 effettuarono uno studio sull’argomento, si. Secondo loro infatti, il cambiamento è composto da 5 fasi, e in ognuna di esse è presente un preciso stato emotivo.

Se hai letto il mio articolo riguardo al come settare obiettivi efficaci, saprai anche quanto io sia convinto che le emozioni facciano parte del nostro essere umani e di come queste non possano essere ignorate o escluse dal gioco a nostro piacimento.

Ma vediamo nel dettaglio queste 5 fasi e cerchiamo di capire qualcosa di più su questo benedetto cambiamento!

Le 5 emozioni che compongono un cambiamento

Cambiare significa affrontare delle vere e proprie montagne russe emozionali: se non siamo pronti, siamo spacciati. Qui sotto, in una singola immagine, puoi trovare i su e giù che ti aspettano la prossima volta che deciderai di cambiare qualcosa della tua vita, realizzare un nuovo progetto o instaurare una nuova abitudine.

A sì, se hai notato quel bel cerchio con la scritta “valle della disperazione” devi sapere che è dove rimangono bloccati quasi tutti. Ma andiamo con ordine e scopriamo le singole fasi di questo processo.

Fase 1: Ottimismo ingiustificato

Hai presente l’entusiasmo che ti coglie prima di iniziare un nuovo percorso? Magari il famoso primo gennaio o il prossimo lunedì, quei momenti in cui hai deciso che la tua vita verrà stravolta in positivo. Ecco, durante questo primo passo ci sentiamo invincibili, tutto sembra possibile ed abbiamo la motivazione a livelli stellari. Questa fase purtroppo non dura molto.

Fase 2: Pessimismo giustificato

Questo è il momento esatto in cui andiamo a sbattere contro il muro della realtà. Lungo il percorso incontriamo difficoltà che fanno aumentare la nostra frustrazione e l’assenza di risultati tangibili ci porta a mettere in discussione il nostro glorioso piano messo a punto giusto qualche giorno (o settimana) prima.

Questo è il momento in cui iniziamo a sentire quella malevola vocina sussurrarci che forse non ha senso continuare, che sicuramente stiamo sbagliando qualcosa. Ed è con questi pensieri negativi che entriamo nella valle della disperazione.

Il 90% dei tentativi di cambiamento non superano mai questo luogo immaginario. Qui l’entusiasmo iniziale non sappiamo più cosa sia e davanti a noi non vediamo nulla di buono.

Siamo pronti a mollare. E molti lo fanno.

Fase 3: Realismo incoraggiante

Molti non riescono a superare la valle della disperazione. Vero. Ma perché altri ci riescono?

Secondo i due ricercatori, il motivo principale per cui non riusciamo ad oltrepassare la fase 2 sta tutto nel fatto di non riuscire a focalizzarsi sul prossimo passo da compiere. Siamo infatti talmente concentrati nel tentare di scrutare cosa c’è alla fine della scala da dimenticarci che tutto inizia col salire il prossimo gradino.

Il segreto è tutto qui. Per risalire la Valle della disperazione dobbiamo riportare la nostra attenzione sul prossimo passo, solo su quello.

Questa terza fase è la più importante di tutte perché è grazie ad essa che inizierai a macinare la strada che, rimanendo focalizzato sull’output di ogni singolo passo, porterà il tuo stato emotivo a cambiare accompagnandoti nella quarta fase.

Fase 4: Ottimismo giustificato

Se riuscirai a rimanere focalizzato sulle singole azioni quotidiane per un periodo abbastanza lungo, entrerai nella fase dell’ottimismo giustificato.

Qui le cose inizieranno finalmente ad andare per il verso giusto. I tuoi progressi saranno sempre più tangibili, avrai piena fiducia nel percorso che hai scelto e saprai come affrontare qualsiasi ostacolo ti si parerà davanti.

Questo è il momento della condivisione.

Esatto, in questa fase sei tu che, con l’esperienza accumulata, puoi fare da faro per chi sta tentando di uscire dalla valle della disperazione. Sei tu che col tuo esempio potrai dimostrare agli altri come sia possibile uscire da quel posto buio semplicemente rimanendo focalizzati sui piccoli step quotidiani che sono in grado di garantirci un cambiamento profondo e duraturo.

Fase 5: Conclusione

In questa fase devi celebrare il tuo cambiamento. Devi comunicare al tuo cervello che ce l’hai fatta, che sei riuscito a fare qualcosa di grandioso. Solo così instaurerai quel circolo vizioso che ti porterà a raggiungere mete sempre più ambiziose!

Bene, adesso sai cos’è il cambiamento e quali sono le fasi che lo compongono. Eppure sono certo che ti starai chiedendo per quale motivo questo continui a spaventarti nonostante tutta questa magnifica esposizione teorica. Dico bene?

I due motivi che ti impediscono di cambiare

Le paure che si celano dietro un cambiamento possono essere molte, ma personalmente credo che la maggior parte di queste possano essere riconducibili a due grandi motivi.

Il primo è che il cambiamento ci richiede di uscire dalla zona di comfort.

Se fai sempre ciò che hai sempre fatto, otterrai sempre ciò che hai sempre ottenuto.

Se vogliamo qualcosa di diverso, dobbiamo agire diversamente. Henry Ford non sbagliava quando pronunciava queste parole. È in questo momento che la nostra prima paura si fa avanti.

La zona di comfort è quel luogo in cui ci sentiamo sicuri e protetti, ma è anche il luogo oltre il quale si trova la nostra crescita. Siamo consci di questa cosa, ma perché rischiare di rompere il nostro magnifico equilibrio per un futuro incerto? Dopotutto chi ci garantisce che dopo staremo meglio?

Come se questo non fosse già abbastanza problematico, abbiamo un secondo grande problema da affrontare: le nostre credenze.

No, quando parlo di credenze non mi riferisco a quei bei mobili che hai in sala, ma alla tua visione del mondo, al tuo modo di vedere la realtà e di codificarla. Ogni essere umano infatti interpreta il mondo che lo circonda in modo diverso.

Ma non è solo questo. Le credenze sono anche l’insieme di tutte quelle cose senti pronunciare dalla vocina che ti vive nel cervello. Mi riferisco a tutti quei “forse non fa per me”, “non credo di meritarlo”, “è metabolismo…”, “sono fatto così”, “è un momento difficile, devo accontentarmi di quello che capita”.

Davanti a queste due grandi paure, uscire dalla zona di comfort ed affrontare le nostre credenze, ognuno di noi reagisce in uno di questi tre modi:

  1. Restiamo indecisi. Anche se ci abbiamo riflettuto a lungo, ci convinciamo di dover ancora analizzare molti aspetti della questione. Così facendo boicottiamo il nostro cambiamento.
  2. Procrastiniamo la decisione. Ci raccontiamo che ci sono altre incombenze importanti e che non è il momento per un cambiamento. Decideremo più avanti.
  3. Neghiamo i benefici. Ci raccontiamo che infondo stiamo bene così, che non ci manca nulla e che dopotutto non ci andremmo a guadagnare chissà che cosa.

Ok, ok. So cosa stai pensando. Adesso sai che cos’è il cambiamento e quali sono i due principali motivi per cui tendiamo a non affrontarlo, ma quando arriva la parte pratica? Non preoccuparti, nella prossima sezione vedremo assieme che cosa possiamo fare nel concreto per riuscire ad affrontare con efficacia un cambiamento!

8 consigli per affrontare il cambiamento

Ci lamentiamo copiosamente, ma diventiamo vigliacchi quando si tratta di assumere dei provvedimenti. Vogliamo che tutto cambi, ma ci rifiutiamo di cambiare noi stessi.

Paulo Coelho
  1. Chiediti perché. La consapevolezza di sé è il primo passo da compiere. Solo imparando a conoscerti, a chiederti cosa ti spaventa e per quali motivi puoi arrivare a darti delle risposte concrete e sincere. Chiediti se hai già provato qualcosa di simile, come hai reagito e come alla fine sei riuscito a superare o meno quel momento. Che cosa puoi fare adesso? Che cosa hai imparato? Prenditi del tempo per te stesso ed instaura un buon dialogo interiore. Se ti va, metti tutto per iscritto, ti aiuterà ad elaborare meglio le tue risposte.
  2. Metti in crisi le tue certezze. Come abbiamo visto, le credenze possono essere davvero limitanti e boicottare il nostro cambiamento ancor prima di muovere il primo passo. Quando senti che qualcosa non va, quando quella vocina inizia a farsi insistente, mettila in crisi. Se, ad esempio, lei ti dice che non te lo meriti, elenca quali sono invece le tue qualità o azioni che dimostrano che sei degno di ciò che otterrai da questo cambiamento. Insomma, prendi l’abitudine di mettere in discussione le tue credenze limitanti ogni volta che ne hai l’occasione!
  3. Assumiti la responsabilità del cambiamento. Lo abbiamo detto poco fa, nessuno può garantirti il risultato finale. Devi quindi prenderti la responsabilità di ciò che stai per fare, valutando quali sono i benefici ed i rischi a cui puoi andare incontro. Analizza i possibili scenari e chiediti che cosa ti porteresti comunque a casa a livello di esperienze e conoscenze in ognuno di essi.
  4. Metti per iscritto i benefici. Collegandoci al punto precedente, impara a mettere per iscritto quali benefici otterrai, anche nel lungo termine, da questo percorso di cambiamento. Fai una lista dei pro e dei contro, dai un valore ad ogni voce e poi valuta. Troppo spesso il cambiamento non parte perché non riusciamo a vedere abbastanza lontano. Tutto perché i traguardi futuri sono intangibili al momento.
  5. Espandi la tua zona di comfort. La nostra bolla protettiva va espansa se vogliamo crescere e per farlo abbiamo bisogno di compiere ogni giorno nuove piccole azioni che ci portano appena un po’ fuori dalla bolla. In questo modo impareremo a familiarizzare con il disagio tipico del cambiamento e ci spingeremo pian piano sempre più in là!
  6. Lavora sulla tua autostima. Spesso neanche ci rendiamo conto di avere l’autostima sotto i piedi. Peccato che quest’ultima giochi un ruolo fondamentale nella nostra esistenza. Qualche tempo fa lessi un bellissimo libro dello psicologo Nathaniel Branden che mi sento di consigliarti se vuoi iniziare a capire perché l’autostima è cosi importante nella vita di un essere umano.
  7. Chiedi aiuto. Ricorda che non sei solo. A volte un piccolo aiuto, una frase di incoraggiamento o un percorso strutturato possono davvero essere la chiave di volta per portare a termine il tuo cambiamento.
  8. Porta pazienza. Cambiare non è una cosa facile. Se lo fosse non saresti qui a leggere un articolo così lungo sull’argomento, no? Sii paziente, non forzare i tempi e ricorda che hai bisogno di quest’ultimo per metabolizzare ogni nuova cosa che arriva all’interno della tua vita.

Concludendo

Mi auguro che questo articolo ti sia piaciuto (se ti va, mi sarebbe davvero di aiuto se lo condividessi utilizzando i pulsanti social a fine post).

So che abbiamo parlato di molte cose e sono diversi gli aspetti che dovrai approfondire negli altri articoli o tramite il materiale linkato, ma pensa a quello che diceva Buddha:

Il cambiamento non è mai doloroso, solo la resistenza al cambiamento lo è.

Coraggio, metticela tutta!

Luigi.

Foto di Randy Fath, Ivars Krutainis e Laura Chouette

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